martedì 14 maggio 2013

L'alternative-punk dei pugliesi Arevortik con " Danger "


A cura di Marianna Alvarenz.

Se clicchi nella sezione informazione del loro Facebook, quello che ti trovi a leggere è : “Gli Arevortik sono i Figli del Sole, Figli di una Luce accecante che non tramonterà Mai. Sono coloro che tentano l'impossibile.
Le loro catene ? Sono ormai acqua...”

Le idee sono piuttosto chiare per il gruppo pugliese punk-rock-alternative così formato: Francesco Molinari (voce e chitarra), Giacomo Antonicelli (2°voce e chitarra), Dario Destaso (voce e basso), Gabriele D’Aprile (2° voce , tastiera e synth), Gianfilippo Laterza (voce e batteria). La band di Castellaneta (TA), di gavetta ne ha fatta, tra contest e cover-band, e nel Gennaio 2013 esce allo scoperto con un progetto nuovo, Danger. Un po’ come le storie d’amore che rinascono per la seconda volta, il gruppo sente lo slancio di dover creare qualcosa di nuovo e proprio, e si cimenta in una storia che accompagna tutte e dieci le tracce, quella di Sam, melodramma di un disagio psicologico, nato dai sobborghi urbani da cui tenta inevitabilmente di fuggire, evitando l’anticonformismo e l’invidia. Una fuga dall’appiattimento alla mediocrità che spinge Sam a credere nei suoi valori e lottare per i propri obiettivi.


Una tastiera malinconica apre il primo pezzo “Welcome To His History”, per poi sfociare in un punk impregnato di influenze della buona scuola greendayana, senza scadere però nel power pop, ma rimanendo legati a quel punk alternativo decisamente non ispirato ai soliti tre accordi. Punk urlato con energia in A-Man Song”, e ritmato da una batteria che picchia veloce senza rompere l’equilibrio tra grezzo punk e leggerezza; equilibrio che si ripete nel brano successivo, The Story of My Life dove si apprezza la chitarra più che sostenuta. Strutture sonore sospese tra cupezza e tanto punk, e atmosfere all’insegna dello spleen risultano assai fascinose in “To The Doors of Eden”. L’animo britannico emerge dai contorni più precisi nell’ultima traccia, “It’s Time To Go”, dove musicalità ed emozioni non mancano verso dopo verso, forse per merito di quella chitarra dall’eco quasi sepolcrale…e Sam riesce a tagliare la corda.

Vale la pena star dietro ai Figli del Sole se avete voglia di ricercare qualcosa di classico, ma in chiave sonora più strutturata, frutto della fusione di divertimento e voglia di suonare, come testimoniano le diverse partecipazioni a contest e serate dal vivo, come l’ultima di grande successo a Roma al Defrag.



Nessun commento:

Posta un commento